Contest letterario: primo giorno di scuola

Ve lo dovevo. Dopo un'assenza così lunga un post di spiegazioni era doveroso. Ma non lo avrete. Non lo avrete perché è stato un periodo in cui ho capito molte cose e preso decisioni importanti per la mia vita professionale e non. Ci sarà, quindi, un nuovo progetto di cui spero vedrete i frutti nel breve periodo e un progettone che ha bisogno di più tempo. Sono felice? Adesso sì.

E ora posso passare all'argomento di questo primo post del nuovo inizio. La settimana scorsa ho partecipato a un contest letterario del Forum dell'Amicizia in cui bisognava scrivere una one-shot dedicata al primo giorno di scuola. Dato che il concorso è concluso, vi posto il racconto con cui ho partecipato.

Ogni commento è gradito e restate in allerta, sono in programma nuovi post dedicati ad Halloween e al meraviglioso trimestre che ci sta aspettando!



Accovacciata su di uno scomodo muretto, sorseggio il mio caffè al ginseng tra una chiacchiera e un sorriso, mirato ad assecondare i racconti di chi ha trascorso questi ormai conclusi mesi di vacanza in luoghi esotici a divertirsi con una noce di cocco in mano e una palma al riparo dal sole.
Poco più in là, i bambini corrono felici, con i loro grembiuli azzurri e rosa i quali formano un insieme divertente e giocoso. La loro serenità mi pervade, si insedia in ogni angolo della mente. Loro sono ignari di ciò che li aspetta. Questo sarà per loro la prima sfida che dovranno affrontare per diventare grandi.
 
Ricordo ancora con una punta di nostalgia il mio primo giorno di scuola. Era l’ormai lontano 1963, l’aria frizzante dell’autunno mi solleticava i capelli castani che avevo cercato di raccogliere in uno disordinato chignon. Volevo essere perfetta e dare una buona impressione di me. Camminavo lenta sul sentiero scosceso che mi avrebbe portata alla via principale da dove sbucava la piazza, sede della scuola elementare. Il vialetto era colmo di alberi semi-spogli, le prime fogli marroni coprivano il marciapiede e nell’aria si respirava un’atmosfera allegra, proprio come quella di oggi. Tutto era diverso ma anche così uguale…
 
“Sonia, allora, quel caffè sarà ormai ghiacciato!”
la voce di Elisa mi distoglie dai pensieri. Il mio caffè. Quasi l’avevo dimenticato. Il suo odore mi ricordava quello delle caldarroste di cui mi abbuffavo appena uscita da scuola, ora sostituite da merendine al cioccolato e panini imbottiti di prosciutto.
“Hai ragione, pensavo ad altro” le sorrido, grata. Pochi secondi più avanti, la campanella dà il benvenuto a questo nuovo anno.
Mi alzo e con le mani tolgo la ghiaia che si era posata sulla gonna bianca. Non è stata proprio una buona idea, forse avrei dovuto optare per un paio di pantaloni scuri o, per lo meno, una gonna nera sarebbe stata più appropriata. Silenziosa, lascio che il gruppetto di bambini corra all’interno dell’istituto, tutti già sudati. Rido divertita, incapace di rimproverarli.
Con la mia borsa a tracolla sulla spalla, entro finalmente nel corridoio. Prendo un respiro profondo ed entro in classe, pronta per un nuovo inizio.
“Buon giorno, bambini!”

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